La Stessa Strada Cristiani LGBT sulla Via Francigena Marco Mura

Sulle tracce dell’antica Via Francigena e dei suoi paesaggi suggestivi, un gruppo di Cristiani LGBT testimonia tutto il proprio desiderio di relazione, di fede, di vita, di essere Chiesa. Un pellegrinaggio ricco di incontri e sorprese che culmina con il saluto di una persona speciale.

 

 

In cammino per due settimane nel cuore di un’Italia intatta e ricca di pace, i pellegrini protagonisti de La Stessa Strada ci offrono una coraggiosa quanto semplice testimonianza di vita e di fede.

Ripreso all’inizio dell’Agosto 2017 sulla Via Francigena da Siena a Roma, il documentario racconta il pellegrinaggio di circa venti persone Lgbt cristiane, delle loro famiglie e dei loro amici: una bellissima occasione per percepire l’autenticità delle loro storie e delle loro speranze. Con i suoi momenti di fatica e consolazione, difficoltà e attesa, la dimensione del cammino riassume l’esperienza non semplice di quanti cercano di coniugare la fede con il proprio orientamento affettivo.

Con lo scorrere dei giorni in cammino, i pellegrini vedono crescere la propria reciproca amicizia, incontrano molte porte aperte, qualche dolorosa chiusura, e vengono affiancati da alcuni compagni di viaggio tra cui alcuni sacerdoti.

Lo sguardo discreto della telecamera offre un’occasione per comprendere le ragioni di quanti sentono di voler restare nella Chiesa nonostante le difficoltà: un umile atteggiamento di corresponsabilità per quella che viene descritta come la propria casa, la famiglia nella quale si è cresciuti.

Sullo sfondo i bei borghi ed i paesaggi collinari tra Toscana e Lazio: Radicofani, Acquapendente, la Tuscia, Viterbo, le pietre millenarie dell’antica via Cassia… Fino all’apparizione all’orizzonte della cupola di San Pietro.

Se cruccio del pellegrino è quello di selezionare l’essenziale per rendere leggero il proprio zaino, dal documentario emerge con forza il bisogno di verificare se qualcosa possa rendere più agevole e sereno il comune dialogo della Chiesa con le persone Lgbt. Del magistero di Papa Francesco questi pellegrini sembrano cogliere in particolare quell’invito ad andare, a mettersi in cammino giorno dopo giorno.

Ad accoglierli al loro arrivo in piazza San Pietro, sarà un saluto emozionante…

 

Il documentario completo sarà disponibile dal 7 ottobre 2018 alle ore 12:00
sul canale YouTube di Marco Mura:

www.youtube.com/c/MarcoMura  

 

IL REGISTA

Marco Mura (Sassari, 07/07/1991), inizia a lavorare nel settore televisivo e della produzione video fin dalle scuole superiori. Dopo il diploma presso l’Istituto d’Arte di Alghero, continua la sua carriera come operatore televisivo e fotografo per alcuni quotidiani locali della Sardegna.

Dopo alcune esperienze di fotografia e produzione video a Barcellona, nel maggio del 2015 si trasferisce a Preston, in Inghilterra, dove attualmente lavora come video maker e fotografo freelance, seguendo inoltre il corso di laurea in Media Production presso la University of Central Lancashire.

La Stessa Strada, interamente autoprodotto, è il suo primo documentario, di cui cura tutti gli aspetti tecnici, tra cui la regia.

CONTATTI

E-mail: muraphotovideo@gmail.com

+44 07482 639246

 

 

INTERVISTA 

a cura di Innocenzo Pontillo, leggi l’intervista completa qui.


Chi è Marco Mura e come è nata la tua passione documentaristica?

Ricordo, da bambino quando dissi a mia madre: «Io da grande voglio lavorare in tv!», intendendo, come ruolo, lo stare dietro le quinte. Infatti ho sempre avuto la passione di realizzare video. Avere la telecamera in mano mi fa sentire a mio agio, non posso farne a meno.

Col tempo, quando questa passione si è trasformata in lavoro, ho sentito sempre più una sorta di responsabilità per ciò che facevo: i miei video dovevano cercare di lasciare qualcosa nello spettatore, dovevano trasmettere un messaggio o spiegare qualcosa. Nel documentario, che sia giornalistico o di altre tipologie, ho visto lo strumento ideale.

Come è nata l’idea del tuo documentario su questo pellegrinaggio lgbt?

Devo essere sincero: grazie a Davide, il mio compagno. Infatti, è proprio grazie a lui se sono venuto a conoscenza della realtà dei gruppi di cristiani Lgbt. Ho sempre percepito il mondo religioso, in particolare quello cattolico, come un posto dove non ci fosse spazio per le persone Lgbt che desideravano vivere sé stessi per come sono, senza annullarsi.

Così ho pensato che questa realtà andasse raccontata. Per prima cosa, sul mio canale YouTube pubblicai due interviste molto semplici in merito, ma certo non potevano essere sufficienti.

Quando poi un gruppo di cristiani Lgbt decise di organizzare questo pellegrinaggio, pensai che fosse un’occasione da non perdere, doveva essere mostrato e raccontato.

Quali difficoltà ti ha posto realizzarlo in movimento, ma anche cosa ti ha colpito in questo cammino che hai seguito?

Camminare per tanti chilometri, con lo zaino, due chili di telecamera e varia attrezzatura video è stato abbastanza difficile. Poi come se non bastasse, proprio durante il viaggio, ebbi diversi problemi tecnici con la camera che usavo, ma la storia era troppo importante e andava raccontata a tutti i costi. Allo stesso tempo, la difficoltà più grande era forse la stanchezza che camminare e riprendere tutto il giorno comportava. Ma era una stanchezza bella, una stanchezza utile.

Per ciò che concerne gli aspetti che mi hanno colpito durante il cammino, uno fra tutti è quello della testimonianza che il gruppo che seguivo portava con sé. Ho conosciuto delle persone eccezionali, tutte con un desiderio di testimoniare la felicità di poter essere sé stessi davanti a tutti, ma soprattutto davanti alla loro famiglia: la Chiesa. Ho visto una fede sincera, vissuta con umiltà, con amore. Credo che queste persone, intese come cristiani Lgbt, siano da considerare una ricchezza per la Chiesa.

E poi, ovviamente, i paesaggi che abbiamo percorso erano qualcosa di meraviglioso!

Cosa ti auguri rimanga a chi lo guarderà?

Da una parte, spero che ogni persona che guarderà questo documentario possa farlo suo, possa cioè vedere in esso aspetti che io stesso posso non aver pensato mentre lo realizzavo. Che possa anche portare a “distrarsi”, dopo aver sentito una frase o visto qualche immagine, e pensare alla realtà della propria vita.

Ma soprattutto, ed è questo forse quello che più mi preme, spero che questo documentario possa lasciare un sentimento di speranza e di fiducia alle persone Lgbt cristiane che ancora vivono con difficoltà la propria condizione, che ancora faticano a conciliare la propria fede e la propria affettività. Se anche solo una persona potrà sentirsi un po’ meno sola, allora questo documentario avrà avuto senso realizzarlo.

DATI TECNICI

 

REGIA, CAMERA, FOTOGRAFIA, MONTAGGIO, COLOR CORRECTION, GRAFICA, AUDIO: Marco Mura

TESTI E VOCE FUORI CAMPO: Davide Garau

PRODUZIONE E DISTRIBUZIONE: Marco Mura
Davide Garau

MUSICHE:
Epidemic Sound
Crdschurch (“Be Thou My Vision”)

ANNO 2017

LINGUA: Italiano

FORMATO: 16:9 Full HD

DURATA: 63 min ca

 

 

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